LGBT+ in Islanda

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L’Islanda viene definita una destinazione LGBT+ friendly e non a caso.
Sebbene ci siano ancora margini di miglioramento, è un paese nel quale le persone appartenenti alla comunità LGBT+ vengono accolte a braccia aperte.
Naturalmente, come in ogni posto al mondo, anche qui c’è chi potrebbe lanciare un’occhiataccia a una coppia dello stesso sesso che cammina mano nella mano ma non è un comportamento così comune.

Diritti per tutti

Quando si parla di parità di diritti, l’Islanda figura tra i paesi più progrediti in Europa.
Secondo Rainbow Europe nel 2021 si piazza al 14° posto tra gli stati europei, per darvi un metro di paragone, l’Italia è al 35°.
Ovviamente non è tutto oro quello che luccica, anche in Islanda esistono episodi di omofobia, transfobia et similia, il sito GayIceland riporta diverse tristi testimonianze.
Vi consiglio di consultarlo non solo per gli articoli interessanti ma anche per consigli di viaggio ed eventi.

Ma veniamo ai traguardi dell’isola del ghiaccio e del fuoco riguardo i diritti LGBT+

  • 1940 – venne abolita la legge che impediva i rapporti omosessuali
  • 1996 – le coppie omosessuali hanno diritto alle unioni civili. Nello stesso anno la legge proibisce le discriminazioni e i crimini d’odio basati sul genere e sull’orientamento sessuale.
  • 2006 – le coppie arcobaleno hanno accesso ad adozione e fecondazione in vitro
  • 2009 – Jóhanna Sigurðardóttir è la prima Prima Ministra apertamente omosessuale
  • 2010 – viene legalizzato il matrimonio egualitario
  • 2012 – il parlamento permette il riconoscimento globale del genere acquisito e protegge contro le discriminazioni circa l’identità di genere
  • 2021 – possibilità di essere riconosciuti come appartenenti al terzo genere (non binario)

Hörður Torfason e Samtökin ’78

Quando si parla di LGBT+ in Islanda non si può non citare la storica associazione nazionale islandese Queer Samtökin ’78.

Il primo uomo a dichiararsi apertamente gay in Islanda fu l’attore, autore e cantante Hörður Torfason.
Era molto apprezzato ma da quando fece coming out in un’intervista nel 1975 finì per perdere il lavoro e la casa.
Al tempo la società non era molto accondiscendente, addirittura la parola “gay” (hinsegin) significava “diverso”, “sessualmente deviato”.
Oggi è diventata una parola usata dalla comunità stessa, resa neutrale e non più offensiva, in segno di rivendicazione e autodeterminazione.
Hörður divenne vittima di scherni e aggressioni. Pensò addirittura al suicidio ma decise di migrare in Danimarca.
Qualche anno dopo ritornò in Islanda più carico che mai e fondò Samtökin ‘78 per lottare per i propri diritti e quelli di chi viveva le sue stesse ingiustizie.
Una piccola curiosità: è stato proprio Hörður a guidare le rivolte popolari del 2008 che hanno portato alle dimissioni del governo, dei governatori della banca centrale e dell’authority di controllo finanziario in seguito alla crisi finanziaria islandese.

Da oltre 43 anni l’associazione lavora per assicurare a lesbiche, gay, bisessuali, asessuali, pansessuali, intersessuali, persone trans e altre sfumature queer diritti e visibilità.
Offrono supporto a chiunque voglia consulti, assistenza legale e aiuti relativi a richieste di asilo.
Hanno un team che si occupa di fare presentazioni, workshop e programmi di formazione riguardo la comunità LGBT+ ed i problemi ai quali potrebbe andare incontro nelle scuole, nelle aziende e organizzazioni.

Hanno donato una ricca collezione di libri queer alla libreria cittadina (Borgarbókasafnið)

Potete visitare la loro sede nel cuore della capitale dal lunedì al venerdì dalle 13.00 alle 16.00.
Ci sono sempre eventi, incontri, lezioni e mostre.

Serate Queer nella capitale

Se volete regalarvi qualche serata LGBT+ in Islanda, i posti da non perdere sono due:

Kiki Queer bar
Aperto il giovedì, venerdì e sabato sera, questo locale non delude mai!
Musica (anche dal vivo), spettacoli, gran divertimento.
Hanno ospitato Drag queen da tutto il mondo.
Il locale si trova in una traversa della famosa Laugavegur (clicca qui per la geolocalizzazione), è impossibile non vederlo con la coloratissima facciata arcobaleno.
Correte a farvi un drink e due risate!

Gaukurinn
Karaoke, concerti, stand up comedies, spettacoli Drag, musica per “rockettari alternativi”, non si può non amare il Gaukurinn!
Dal 1983 rallegra le serate degli islandesi e proprio qui venne servita la storica prima birra legale nel 1988 (al tempo il locale si chiamava Gaukur á Stöng).
Proprio qui, con il Dragsúgur, vennero lanciate le prime Drag Queen islandesi. Oggi la regina di Casa è la meravigliosa Miss Gloria Hole.
Aperto ogni sera dalle 16.00 alle 23.00, lo trovate all’angolo di Tryggvagata.

Il più piccolo grande PRIDE del mondo.

Vivere il PRIDE di Reykjavík è un’esperienza unica.
Le radici della manifestazione risalgono al 1993, quando la comunità LGBT+ cominciò a radunarsi nella capitale per chiedere maggiori diritti.
Solo dal 1999 è diventato il più grande evento annuale in Islanda.

La coloratissima parata si snoda lungo tutto il centro cittadino e quando posso partecipare non mi nego mai di seguirla e ballare come una cretina a bordo strada. Ve lo consiglio!
Musica, carri pieni di gente danzante, oltre 100.000 persone partecipano a questa celebrazione di amore, felicità, totale inclusione.
È una festa per tutti, una delle più belle che potrete mai vedere.

Ogni anno il calendario è ricco di concerti, mostre, eventi e incontri. Date un’occhiata qui per il programma completo del 2021.


Fonti per LGBT+ in Islanda :
“Homosexuality and the Law – Fragments of Icelandic History”. 21 July 2011
“Frumvarp til laga um breytingar á hjúskaparlögum og fleiri lögum og um brottfall laga um staðfesta samvist (ein hjúskaparlög)”. Alþingi. 24 March 2010.
Constructing Sexualities and Gendered Bodies in School Spaces – Nordic Insights on Queer and Transgender Students – Authori: Kjaran, Jón Ingvar

Codice penale islandese
TABÚ: HÖRÐUR TORFASON – ÆVISAGA scritto da Ævar Örn Jósepsson
Baldur, Thorhallsson (2018). Small States and Shelter Theory: Iceland’s External Affairs. Routledge. ISBN 9780429871801.


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