Due chiacchiere con Loopy, creativa romana a Reykjavík

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Internet è uno strumento che pò esse fèro o pò esse piuma (cit.)
Nel mio caso è stato spesso piuma, anzi, pregiata piuma di Edredone!
Grazie al web ho conosciuto molte persone che, come me, si sono innamorate dell’isola del ghiaccio e del fuoco ed hanno in qualche modo cambiato la loro vita per questo.
Luana Adriani, per gli amici Loopy, è una tra queste.
Ho fatto due chiacchiere con lei, nel suo bellissimo negozio nato nel cuore di Reykjavík, certa che la sua esperienza potesse essere d’ispirazione per molti.
Conosciamola insieme!

ABBELLA! Ciao, Loopy, presentati ai miei “nordurini”!

“Sono Luana, sono una graphic designer che ha sperimentato durante gli anni strade diverse tra arte e artigianato, passando per la decorazione d’interni, le vetrate legate a piombo e vetro soffiato. Ho vissuto a Londra per 4 anni, e dopo essere tornata in Italia per un po’ di tempo, ho sentito nuovamente il bisogno di una nuova avventura.”

E quando si parla di avventura…quale luogo è migliore dell’Islanda?

Ora vivo a Reykjavík da un paio d’anni, uno normale e uno COVID! Quest’ultimo stranissimo anno è stato per me un momento fervidissimo di creazione, il classico esempio di opportunità all’interno della crisi. Avendo perso il lavoro a causa della pandemia mi sono ritrovata con un sacco di tempo libero a disposizione e tanta incertezza per il futuro. Così, per non impazzire, mi sono rimessa a studiare (on line) e continuare quel progetto che in fondo avevo sempre in mente di creare: una linea di idee regalo e gadget ispirati all’Islanda. Nasce così Loopyful Design, prima per scherzo poi per davvero, che oggi conta 3 negozi on-line ed uno vero nuovo di zecca, downtown Reykjavík!”

Ma quando ti sei innamorata dell’Islanda? E perché?

“L’Islanda è uno di quei luoghi che “mi chiamava”, che aveva qualcosa in serbo per me, ma non avevo mai avuto modo di visitare. Poi ho deciso di regalarmi questo viaggio per un compleanno importante, e andare finalmente a vedere di che si trattava.
Ho fatto un tour di 5 giorni in Ottobre, e ho capito che ce ne volevano molti di più. L’Islanda mi ha lasciato avvolta in un alone di meraviglia e desolazione, di abbondanza e spazio ma anche di vuoto e malinconia. Di devastazione e vita pulsante: un mix di sensazioni difficili da spiegare, ma che riconoscevo, o che comunque mi parlavano e comunicavano tantissimo a livello profondo.”

Qual è stato il momento nel quale ti sei detta “io mollo tutto e vado su!”?

“Sono tornata ancora e ancora, per assaporare di nuovo quelle sensazioni, e il richiamo invece di placarsi aumentava.
Complice anche la situazione stantia a Roma che da anni mi appesantiva e chiedeva “aria fresca”, dopo tanto averci riflettuto ho deciso che era ora di partire.
Tanti mi dicono che ho avuto coraggio. Lasciare il famoso lavoro a tempo indeterminato a 40 anni per un ignoto avvenire in un’isola in mezzo all’Atlantico in effetti non è cosa da tutti i giorni. Ma ci sarebbe voluto altrettanto coraggio a rimanere in una situazione stagnante, non appagante che non aveva alcuna prospettiva.”

È stata davvero la decisione migliore che potessi prendere!
Che cosa provi, adesso, aprendo la porta del tuo negozio nel cuore di Reykjavík?

“Quando apro la piccola porta di legno di Laugavegur 8, mi fa ancora tanto strano, penso sempre che a un certo punto mi sveglierò e capirò di averlo solo sognato.
Alcune volte invece sento tutta la forza del percorso che ho fatto fino a qui, della costanza, della pazienza e della dedizione che ho messo nel creare tutto questo.”

Tornando invece all’Islanda, qual è stata l’esperienza più incredibile che hai fatto qui?

Realizzare il sogno che cercavo di mettere insieme da anni, in pochissimi mesi.
Vedere i pezzi del puzzle formare immagini sempre più compiute e definite con una facilità che desideravo da una vita.
Qualcuno mi disse, appena arrivata: l’Islanda è un posto che se hai una buona idea la puoi realizzare.
Non me ne sono mai dimenticata, ed ora eccomi qui. La semplicità disarmante con cui affrontano le cose qui, mi fa tirare un sospiro di sollievo, e mi fa capire che esiste anche un altro modo, semplice e lineare e che non sempre bisogna combattere mille cavilli burocratici, bastoni tra le ruote, ritardi, intoppi, informazioni sbagliate e file interminabili.”

Loopy, fammi fare una domanda da “Cioè”: se dovessi scegliere una parola per descrivere questa terra quale sarebbe, e perché?

Magia. L’Islanda è un posto magico, ma non nel senso naive del termine. C’è qualcosa di inspiegabile in questa terra giovane che senti pulsare ancora.
Forse c’è tanto spazio, tanto silenzio, tanto cielo. Si ha modo di ascoltare il respiro primordiale della Terra se ti sintonizzi sulla sua frequenza. Non ci sono distrazioni o cose superflue: l’essenziale al netto dei ninnoli della nostra vita frenetica.”

Concludiamo questa chiacchierata con un consiglio ai lettori: quali indicazioni daresti a chi vuole visitare l’Islanda?

“Venite a scoprire un posto unico. Scordatevi tutto quello che avete visto in Europa o nelle grandi mete turistiche.
Informatevi sulla particolarità del viaggio, chiedete/ascoltate i consigli, mettete insieme il puzzle di informazioni, e poi create la vostra avventura personale.
Rispettate il territorio, rallentate, abbracciate gli elementi.”

Ringrazio Loopy per questa chiacchierata, ho avuto il piacere di seguire il suo percorso sin dai tempi in cui era ancora in Italia e si fantasticava sul futuro.
Vederla raggiante tra le sue creazioni mi ha riempita di gioia!
Ovviamente vi invito a visitare i suoi shop online e social media, ma soprattutto vi consiglio di non perdere quella chicca di Loona: il negozio che ha aperto proprio nel cuore della capitale islandese (il nome Loona è l’unione di Loopy e Birna, compagna di avventure che realizza candele artigianali).

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